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Benevento: PUC. Interventi e posizioni a confronto

 

Benevento: PUC. Interventi e posizioni a confrontoEllenews. L’approvazione del Piano Urbanistico Comunale ha scatenato interventi e prese di posizioni  in merito al contenuto dello strumento urbanistico di Benevento. Ecco due interventi sull’argomento

di Antonio Orafo. “L’approvazione di questo Piano Urbanistico Comunale chiude una vicenda storica ed apre un percorso amministrativo”. Così il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha sinteticamente descritto il passaggio consiliare che sta caratterizzando l’iter procedurale del Puc.

“Dopo anni in cui si è discusso degli strumenti urbanistici da adottare – ha aggiunto il sindaco – dopo aver accumulato un bagaglio di proposte, un patrimonio di esperienze, anche alla luce degli errori che si sono succeduti, abbiamo la possibilità di mettere la parola ‘fine’ ad una fase caratterizzata dall’assenza di regole e dare il via libera ad una nuova stagione di principi ispiratori e regolamenti. Infatti, oggi siamo chiamati ad approvare il Puc ma non si esaurisce qui il compito dal Consiglio che, invece, sull’urbanistica sarà chiamato, attraverso lo strumento degli Api (atti di programmazione degli interventi), a disciplinare di volta in volta con la cadenza temporale che noi tutti riterremo più giusta, la realizzazione ed il via libera dei vani programmati e delle aree all’interno delle quali devono essere applicate le misure previste. Riportiamo nelle mani del Consiglio Comunale il protagonismo dello sviluppo e dell’utilizzo del territorio”.

In apertura del suo intervento Fausto Pepe ha ringraziato tutti i partecipanti ai lavori, sottolineando il ruolo delle opposizioni: “E’ stato garantito dalle opposizioni il numero legale nel corso di questa fase dibattimentale, ringrazio per questa attenzione istituzionale, sia da monito alla maggioranza che dovrà invece essere presente in maniera compatta nella fase delle votazioni”.

Tanti i punti toccati nel corso della relazione dal sindaco: “Il mercato immobiliare di Benevento fornisce oggi cifre non legate allo stato dell’economia reale. Livelli degli affitti e costi delle case irraggiungibili per tantissimi cittadini. Una delle ragioni a cui va ricondotta anche la staticità dei nostri indici demografici: circa 10mila persone che in questi ultimi anni si sono spostati dal Capoluogo ai comuni limitrofi, dove è più accessibile il mercato immobiliare. Bisogna invertire questa tendenza. Offrire a quei beneventani andati via, molto spesso ottenendo una qualità dei servizi più bassa, la possibilità di ritornare. Occorre garantire l’opportunità di risiedere a Benevento, anche questo è alla base del Puc che prevede poco più di 9mila vani a cui però vanno sottratti quelli già esistenti e derivanti dai condoni, quelli delle aree agricole, quelli che saranno necessari a dare vita alla perequazione. In pratica una previsione finale di circa 6.200 vani, necessari a nostro avviso a rendere attrattiva e accogliente la città nei prossimi anni. Per avere un utile termine di paragone bisogna ricordare che il piano proposto dal professore Forte ne prevedeva 8.500. Non c’è alcun rischio di cementificazione della città, non solo per la previsione complessiva ma anche perché resterà nella possibilità del Consiglio disciplinare, modi, luoghi e tempi di realizzazione degli stessi”.

 

Nel corso della sua disamina il sindaco ha sottolineato la “forte sensibilità ambientale cui è stata ispirata la programmazione”. Affrontati, inoltre, i temi della depurazione e della localizzazione degli impianti, delle aree dove sviluppare il cimitero comunale, della buffer zone Unesco, delle aree da destinare all’Università. A questo proposito, riprendendo spunti emersi nel corso del dibattito consiliare il primo cittadino ha dichiarato che: “La rotonda delle Scienze era stata destinata all’ampliamento dei servizi universitari, esattamente quando l’Università andava ad insediarsi su Benevento. Dopo decenni è possibile ripensare la destinazione di quell’area, e non per agevolare i proprietari di quella superficie ma per garantire al pubblico la realizzazione di un parco, di un terminal di interscambio, di una traiettoria pedonale con via Calandra. Ma per consentire tutto questo bisogna saper contemperare le esigenze anche dei privati. Lo chiarisco, per questa situazione e per tutte le altre che saranno interessate da riclassificazione: chi programma lo sviluppo urbanistico non può e non deve conoscere o diffondere i nomi dei proprietari dei suoli. Non è il privato proprietario l’interlocutore del Comune! Dobbiamo restare fedeli esclusivamente all’idea di sviluppo che vogliamo perseguire. Si sgombri il campo dalle illazioni, dalle cattiverie! Riesca la politica per la prima volta in questi anni a mettere da parte la faziosità e faccia convergenza sugli interessi della città”.

“Con questa programmazione – ha concluso il sindaco di Benevento – l’aula si riappropria della possibilità di scegliere. E’ nelle mani di ciascun consigliere poter proporre miglioramenti, indicare rischi, cancellare aree o modificarne gli assetti: questo è il luogo delle scelte. Chi pensa di poter contribuire all’interesse della collettività non indugi nel semplice allarmismo, ma sia capace di indicare le strade anche più efficaci di quelle proposte per mantenere fuori interessi illeciti. Chi sa di pericoli, o anche solo possibili turbative, renda edotto questo Consiglio, per il ruolo che occupa e per il bene comune. Anche sul tema della legalità il Consiglio è chiamato a fare delle scelte e non può indugiare o pensare di sottrarsi”.

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di Gabriele Corona. La discussione in corso sul Piano Urbanistico Comunale di Benevento è una farsa, non solo per la accertata “vacatio legis” dovuta alla abrogazione dell’articolo 24 della legge regionale n.16 del 2004 che fino ad oggi non è stato ancora sostituito dal Regolamento di attuazione della nuova legge regionale n.1 del 2011. La maggioranza si ostina a voler approvare un documento inefficace per far finta di tener fede alle tante promesse elettorali in tema di trasformazione urbanistica dei terreni che non potranno mai trovare alcuna seria giustificazione. Ma la discussione è risultata assolutamente viziata anche per un’altra fondamentale ragione: non sono stati posti all’esame del consiglio insieme al PUC, i progetti di housing sociale che prevedono la costruzione di altri 1600 alloggi, in buona parte in aggiunta ai 3500 previsti dal Piano Urbanistico. Nonostante il tentativo maldestro della maggioranza di evitare il dibattito su questi progetti, essi sono di fatto ricomparsi nella discussione ma senza la possibilità per i consiglieri comunali di decidere in proposito. Una delle proposte di maggiore impatto, se non altro per la estensione dell’area interessata, cioè quella di Pezzapiana verso la Rotonda dei Pentri, è stata illustrata in questi giorni a mezzo stampa dal promotore, il professore Pietro Perlingieri il quale assicura che si tratta di soli 178 alloggi, in parte da cedere a prezzi concordati con il comune di Benevento con l’aggiunta di una chiesa, un terminal bus ed altri servizi pubblici da cedere alla collettività. Sorge quasi il dubbio che si tratti del regalo di un magnate che non punta al profitto. Non c’è dubbio che il progetto viene presentato in modo suggestivo e questo non stupisce se si considera che i due progettisti, l’ingegnere Sergio Moleti e l’architetto Giuseppe Iadicicco hanno maturato grande esperienza per il Programma di Recupero del Rione Libertà, Piazza Duomo e il parco che Zamparini non ha ancora ceduto al Comune di Benevento. L’unico appunto che si potrebbe muovere al professor Perlingieri è che egli ha dimenticato di dire che tutte le opere proposte non sono affatto conformi agli strumenti urbanistici. Infatti, il Piano Regolatore ancora oggi in vigore, destina quell’area all’esproprio per realizzare servizi pubblici, mentre la proposta di PUC classifica quei terreni come F5 da espropriare per realizzare soprattutto l’area fiera della città di Benevento. Altro che alloggi ed ennesima chiesa!

 

L’approvazione del Puc, quindi, non aiuta il professore Perlingieri a realizzare il suo progetto ed invece prevede di rendere edificabili le aree, che tutt’ora sono agricole, di Contrada Capodimonte sulle quali il Consorzio Etruria vorrebbe realizzare altri 417 alloggi. La grande impresa di costruzioni nel 2007 ha proposto la piattaforma logistica con l’arrivo di Ikea ed altre imprese private capaci di investire fino ad un miliardo di euro determinando tremila nuovi posti di lavoro. Non si è vista Ikea, sono spariti gli altri finanziatori e il Consorzio Etruria vive in questo momento una grave crisi tanto da non riuscire neppure a realizzare gli appalti già assegnati, come quello della tramvia di Firenze. Nei giorni scorsi ha messo in cassa integrazione i suoi 296 lavoratori e la stessa fine faranno altri 700 dipendenti delle imprese edili collegate. Un disastro che allarma il consiglio regionale della Toscana, molte amministrazione comunale del centro Italia e ovviamente i lavoratori e i sindacati. Che cosa farà a Benevento? Rinuncerà alla piattaforma logistica e agli alloggi a Capodimonte, oppure cederà il progetto ad altre imprese più facoltose?

 

Di certo le difficoltà del Consorzio Etruria sono il segno più eclatante di una crisi del settore edile nella fiorente toscana, dove negli ultimi due anni hanno chiuso 243 aziende e sono stati licenziati 1794 operati e tecnici. È una crisi del mercato che preoccupa tutti ma che a Benevento viene stranamente ignorata da un’amministrazione che si avvia a consentire una grande cementificazione del territorio e da imprenditori locali in imbarazzato silenzio. Chi non teme la crisi è invece la società i Normanni costituita dal notaio beneventano Vito Antonio Sangiuolo e dall’imprenditore napoletano Marcello Fasolino, notoriamente vicino al PdL, promotore della società Luminosa che vuole realizzare a Benevento la mega centrale a turbogas. I Normanni hanno proposto un altro progetto di housing sociale che prevede alcune centinaia di alloggi e poi servizi e negozi nella Rotonda delle Scienze. L’amministrazione comunale fa sapere informalmente di essere contraria al progetto, ma quell’area finora destinata anch’essa ad esproprio per realizzare un terminal bus, nel nuovo PUC diventa zona F4 e cioè destinata alla costruzione, per l’appunto, di alloggi e servizi. Sarà forse per questo motivo che il PUC piace ai consiglieri del PdL che gradiscono molto anche la centrale Luminosa.

 

Il presidente – Gabriele Corona

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