Saggio Scuola di Teatro della Città di Benevento
di Raffaella Preziosi. ‘Giocando il Teatro Romano’ Regia Daniele Muratore. Collaborazione alla regia Davide Giordano – Direzione Artistica e Organizzativa Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia – Segreteria organizzativa Vera Di Dio, Paola Fetto – Ufficio stampa – Lella Preziosi Logistica Giuseppe de Vincentis – Foto Vincenzo Fucci – Video Antonio Messina con
Concetta Affannoso Amicolo, Annamaria Baviello, Massimiliano Caruso, Valentina Esposito, Enzo Fallarino, Sabrina Galliano, Consuelo Giangregorio, Gabriella Grasso, Giulio Greco, Gilda Lorizio, Emi Martignetti, Alessandra Masi, Simone Mastrocinque, Roberta Rullo, Olimpia Russo, Noemi Francesca, Claudia Maio, Carlo Oropallo, Nietta Nives Panella, Chiara Saccone, Vincenzo Romano.
Un nuovo saggio per un nuovo anno didattico della scuola di teatro della città di Benevento che vede i in scena gli allievi dei corsi di Teatro Studio. Diretti dal regista Daniele Muratore, i giovani artisti reciteranno guidando il pubblico attraverso uno dei rioni più antichi e interessanti della nostra città il Quartiere Triggio. Gli spettacoli itineranti, con partenza dal teatro Romano, (ingresso pubblico) inizio ore 18,30 – 19,30 – 20,30, prevedono un numero chiuso di spettatori; è necessaria, quindi, la prenotazione che si potrà effettuare presso il Mulino pacifico via Appio Claudio 9/13 – 16.30/18.30 tel. 082447037.
Venti performance in un unico spettacolo.
Venti piccole fiaccole che si accendono al tramonto per dare luce ad una nuova esperienza.
Venti piccoli capolavori che risuonano per dare vita ad un nuovo sguardo.
La ricerca del gioco teatrale, del divertimento di giocare al Teatro.
Un gioco ormai vecchio ma mai desueto, ormai spento ma mai morto.
In un momento in cui l’unica parola che risuona nella nostra società è omologazione,
noi abbiamo giocato con le nostre individualità.
In un momento in cui l’unica parola che risuona nella nostra società è modernizzazione,
noi abbiamo giocato con il nostro passato.
In un momento in cui l’unica parola che risuona nella nostra società è occultazione delle tradizioni noi abbiamo riscoperto il gioco del teatro.
E come partendo da noi possiamo riscoprire il nostro passato dando luce alla nostra contemporaneità?
Venti performance in un unico spettacolo.
Venti ragazzi che hanno deciso di raccontare raccontandosi solo attraverso il teatro.
Venti modi diversi di accendere una luce nel passato per poter scoprire e conoscere il futuro.
Il conflitto fra tradizione e modernizzazione, tra vecchio e nuovo.
Un Teatro Romano.
Quale luogo migliore per dare vita a questa magia?
Diamo luce al teatro riportando alla luce un Teatro.
Lo culleremo, lo sfioreremo, lo accarezzeremo.
Come si fa con un bambino, con un anziano, con qualcuno che ha bisogno di noi.
Lasceremo che ci guidi, che ci accompagni, che ci cambi.
Come si fa da bambini, da anziani, da persone bisognose di aiuto.
Il Teatro Romano di Benevento.
Simbolo della Storia del nostro Paese.
Sarà il nostro asilo, il nostro rifugio come noi lo saremo per lui.
In un momento di totale assenza di attenzione nei riguardi dell’arte,
in un momento in cui l’arte viene vista solo come un peso,
in un momento in cui sognare è diventato un tabù,
con i ragazzi di Teatro Studio della Solot abbiamo deciso di “buttare” tempo ed energia per farvi divertire in ogni angolo del Teatro Romano. Perché il Teatro non sia più un luogo per “pochi eletti” ma torni ad essere un polo di aggregazione e di condivisione di idee, di emozioni, di sogni.
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