La manovra del Governo prevede il dimezzamento del contributo statale ai Parchi nazionali
La Provincia di Benevento partecipa alla protesta contro la manovra del Governo che prevede il dimezzamento del contributo statale ai Parchi nazionali. E’ quanto ha dichiarato l’assessore all’ambiente, Gianluca Aceto, in un documento diffuso alla Stampa. “Il dimezzamento delle risorse messe a disposizione dei Parchi, portate dai 50 milioni di euro attuali a 25, ha spiegato Aceto, è un gravissimo colpo alla sopravvivenza ed alla valorizzazione di queste aree naturali. Purtroppo, questo Governo al sistema parchi preferisce esclusivamente opere pubbliche inutili e dispendiose e, soprattutto, i proclami roboanti”.
Secondo Aceto, “nel paese dei condoni e dell’abusivismo edilizio, e oggi anche del ritorno al nucleare, l’Esecutivo si appresta a determinare un’altra terribile ferita al territorio”. L’assessore provinciale ha dunque lanciato un appello perché i parchi continuino ad esistere: “ma per ottenere questo risultato, non abbiamo bisogno di annunci o dichiarazioni, bensì di risorse finanziarie. I parchi debbono diventare un tentativo di rappresentare una società altra, costruita su un diverso modello, puntando tutto sulla riduzione dei consumi energetici e dei rifiuti, con l’obiettivo di farne protagonisti di un nuovo modo di agire, di costruire rapporti, di fare comunità” – ha proseguito Aceto. Nella sua visione delle cose, i parchi possono essere centro di elaborazione e di pratica di un diverso modello di rapporto uomo/natura e di un diverso modo di fare agricoltura: puntando al biologico e alla valorizzazione dei prodotti tipici locali. “I Parchi – ha detto ancora Aceto – possono essere un modello da esportare sul territorio per far vivere economie a basso impatto e a bassa mobilità, in connessione con antichi saperi ed esperienze altamente qualificate sul versante dell’energia e del lavoro. Un luogo quindi – ha proseguito l’assessore – per tutelare ambiente e territorio, per trasmettere conoscenza, cultura, armonia e costruire una dimensione che serva a riallacciare, anche oltre i confini del parco, i rapporti sociali, persi oggi – ha concluso Aceto – nei non luoghi della modernità”.
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