Dalla rassegna “Tutti pazzi per il teatro” saltano fuori … “numeri pazzi”
Comunicato Rete Sociale Onlus “Numeri pazzi” è il titolo della nuova pagina del blog ilenzuolibianchi.wordpress.com della “Rete sociale” presentata oggi nel corso della conferenza stampa promossa dall’Associazione dei Familiari dei Sofferenti Psichici per fare il bilancio della prima rassegna di teatro della diversità della Campania. Una pagina che denuncia con la semplice verità dei numeri gli sprechi che continuano nel campo della Salute Mentale, nonostante sia il settore sanitario più sottoposto ai “tagli” imposti in questo periodo di vacche magre. Perciò, all’incontro hanno partecipato utenti, volontari, personale e dirigenti del Dipartimento di Salute Mentale – dal direttore del DSM Luciano, a quelli delle unità operative sul territorio Piombo, Russo, Santucci e Volpe – tutti concordi nel sottolineare lo straordinario risultato terapeutico e sociale di “Tutti pazzi per il teatro” che si evince anche dai numeri: solo 7.500 euro per una rassegna seguita da quasi 500 persone per ognuno dei 4 spettacoli nel cuore della città, inizialmente attirate dalla curiosità di vedere da vicino il mondo della pazzìa, poi rimaste piacevolmente colpite. Quanto allo spettacolo di Puglianello, i 18 protagonisti – 6 pazienti, 6 operatori e 6 cittadini appassionati di teatro – da novembre hanno accumulato 130 ore di prove divenute un’occasione di incontro e di “cura”: “Perché così hanno fatto gruppo, sono diventati amici, si sono visti anche all’esterno per parlare di teatro e… di vita – ha spiegato il direttore del Centro di Puglianello Maurizio Volpe, ideatore della rassegna – Un’esperienza bellissima, impossibile da realizzare senza l’incredibile disponibilità dei miei operatori e dell’intera popolazione di Puglianello: dal sindaco che ha offerto l’ospitalità al gruppo triestino dell’Accademia della Follia, al falegname o alla sarta che gratuitamente hanno contribuito a realizzare scene e costumi, agli sponsor e al paese tutto, entrato nello spirito dell’iniziativa trasformandola in meravigliosa esperienza umana. Esperienza che la “Rete sociale” ha avuto il grande merito di divulgare a far conoscere attraverso i media, attirando altri supporti e consensi: del Comune di Benevento, della Provincia, e così via”.
Un risultato terapeutico straordinario a costo modesto ottenuto partendo “dal basso” , che contrasta con gli sprechi di iniziative sanitarie ad alto costo volute “dall’alto” . Come è stato sottolineato nella conferenza stampa anche dai dirigenti del DSM, infatti, questo è stato un test che dimostra come iniziative condivise da utenti, familiari e personale medico possono essere trasferite anche in altri settori della Salute Mentale: come quello delle strutture adibite, per esempio, alla cura della malattia mentale dove sia i medici che la “Rete Sociale” premono da tempo sulla dirigenza Asl perché vengano adottate soluzioni come le case-famiglia, e accantonate le superate Sir nate dopo la chiusura dei manicomi. Come riportato in dettaglio nella pagina del blog “Numeri pazzi”, infatti, non solo le Sir cronicizzano e aggravano la malattia, mentre le case-famiglia riabilitano e guariscono i pazienti, ma il paragone costo-benefici è sorprendente: 92.000 euro all’anno per curare 5 pazienti in casa-famiglia contro gli 800.647 per “custodire” 15-18 pazienti in una Sir come quella di Arpaise. Insomma: ogni paziente costa in “casa” 20.000 euro al mese, contro gli oltre 60.000 se è ricoverato in una Sir. Affinché, però, la voce congiunta di medici e associazioni di familiari possa farsi sentire è necessario che la dirigenza Asl approvi anche nel Sannio il regolamento del Dipartimento: lo strumento, cioè, previsto dalla legge per garantire la trasparenza delle decisioni e il controllo della spesa pubblica anche da parte dei diretti interessati, utenti e familiari, chiamati a partecipare alle scelte che li riguardano. Un atto dovuto per garantire risparmio ed efficienza, ma nel Sannio diritto finora negato, che rischia di provocare una diffida per omissione di atti d’ufficio: il regolamento che istituisce il Comitato di Dipartimento del quale fanno parte anche i familiari, è pronto infatti, per il confronto con i sindacati e la successiva firma del dirigente–commissario della Asl che dovrebbe provvedere al più presto. “Sarà la volta buona?” ha concluso la Rete Sociale.
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