Uomo d’affari sannita ucciso in Moldova
di Cosimo Izzo, amico di famiglia e conterraneo di Vincenzo Fuccio sessantaquattrenne di Airola (BN), in merito alla scomparsa dello stesso e d’intesa con i congiunti, addolorato, comunica che è stato ritrovato il corpo del povero Vincenzo recatosi in Moldavia per motivi di affari e che sono stati arrestati in Ucraina i tre presunti autori moldavi, due uomini ed una donna, dell’efferato delitto.
Il Fuccio è atterrato a Chisinau, capitale della Moldova, lo scorso 24 aprile, con un biglietto di rientro che lo avrebbe riportato in patria il successivo 2 maggio.
I parenti in Italia avendo notato l’insolito silenzio del Fuccio, dopo l’arrivo in Moldova,hanno immediatamente preso contatto con l’Ambasciata d’Italia in Moldova e con il Consolato d’America a Napoli, essendo il Fuccio anche in possesso di passaporto statunitense.
Il perdurare del silenzio ha indotto la famiglia a denunciare il tutto alle autorità di polizia italiane, le quali, mediante l’Interpol, hanno richiesto l’avvio delle ricerche e delle indagini alle autorità moldave.
E’ stato immediatamente costituito un pool operativo italiano, americano e moldavo, che ha portato all’arresto nel giro di pochi giorni dei tre giovani moldavi, i quali avrebbero prelevato il Fuccio all’arrivo in aeroporto, avendo quest’ultimo con loro un appuntamento distogliendolo dall’alloggio presso l’albergo da lui prenotato nella capitale Chisinau.
Dalle prime indagini sarebbe emerso che l’ultimo contatto con il Fuccio è stato telefonico ed è stato attivato proprio dall’Albergo di Chisinau che avendo in sospeso la prenotazione ne ha sollecitato la conferma. Nel corso del colloquio telefonico con l’albergo il Fuccio ha revocato la prenotazione. Da quel momento si sono perse le tracce dell’italiano fino all’arresto degli autori del delitto ed il ritrovamento del corpo nel territorio di Rezine, a sud della capitale, dove è stato abbandonato dagli autori del delitto in un bosco.
Vincenzo Fuccio era un uomo di affari noto nel territorio sannita, che spesso viaggiava per diverse attività, mantenendo i contatti con la famiglia in forma costante. E’ stato proprio l’insolito comportamento del Fuccio ad allarmare la famiglia, facendo sospettare, come di fatto è avvenuto, che fosse avvenuto il peggio.
Saranno le indagini coordinate dal Ministero dell’ Interni moldavo a scoprire le motivazioni che hanno generato l’efferato delitto; gli effetti personali del Fuccio che non sono stati ancora ritrovati sarebbero stati gettati in un lago, ed i sommozzatori della Polizia moldava ne stanno effettuando, in queste ore, le ricerche.
Va rilevato l’intenso impegno dell’Ambasciatore Stefano De Leo, che personalmente ha seguito l’intera indagine, non mancando di informare quotidianamente la famiglia; lo stesso, anche con l’ausilio del Mons. Don Cesare Lodeserto, ha vigilato con solerte e cristiana attenzione l’opera di recupero della salma acchè tutto avvenisse nel rispetto della dignità delle persone ed a tutela della sofferenza della famiglia, che è già in viaggio verso la Moldavia per il riconoscimento e per il recupero della salma dell’amato congiunto.
Infine il Sen. Izzo e la famiglia tutta ringraziano l’Ambasciatore De Leo, Mons. don Cesare, i Ministeri degli Esteri e dell’Interno Italiani nonché le autorità Moldave per l’impegno che hanno profuso per la rapida soluzione del caso e per aver assicurato alla giustizia gli efferati autori del crimine.
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