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Presentati alla Villa dei papi i Progetti Integrati di Filiera

 

Ufficio stampa della Provincia di Benevento Presentati alla Villa dei papi i tre Progetti Integrati di Filiera (PIF) che Istituzioni, mondo produttivo ed imprenditoriale del Sannio hanno curato rispondendo ad un bando pubblico della Regione che ora ne sta vagliando la validità per l’approvazione definitiva. I tre PIF, coordinati da Camera di Commercio e Provincia, mobilitano circa 100 milioni di euro nei settori della vitivinicoltura (progetto “Vitis”), cerealicoltura (“Aureo”) e zootecnia (“Pascolo”)

Foltissima la partecipazione all’iniziativa (i duecento posti a sedere si sono rivelati insufficienti), in particolare per la presenza dei produttori dei tre comparti da ogni angolo del Sannio. Presenti ai lavori anche i deputati Costantino Boffa e Mario Pepe ed il consigliere regionale Luca Colasanto.

Nel corso della presentazione imprenditori, tecnici ed esperti hanno illustrato punti di forza e criticità dei diversi comparti produttivi interessati ai PIF e le specifiche iniziative previste dai progetti (interventi per la qualità, i disciplinari di produzione, la tracciabilità dei prodotti, le infrastrutturazioni, etc.). I PIF sono tutti sorretti da una “filosofia” nuova dell’agricoltura, intesa quale settore multifunzionale che abbraccia tutti i settori attraverso la messa a sistema della governance dei territori.

Il Progetto Vitis vede impegnati 38 produttori, oltre alle Istituzioni, con investimenti per 41 milioni di euro; altrettante le adesioni e gli investimenti per il Progetto Pascolo; 40 invece sono le imprese per Aureo e circa 20 i milioni di investimento: tra le diverse iniziative previste dai progetti molto significative sono quelle nel campo della comunicazione necessaria a rafforzare la commercializzazione del prodotto finito, in particolare per vini. Secondo uno dei relatori al dibattito, il prof. Giuseppe Marotta dell’Università del Sannio, il PIF è la più grande manovra di politica economica che la Regione Campania abbia mai messo in piedi.

I lavori sono stati aperti da Aniello Cimitile, presidente della Provincia, secondo il quale i PIF si inquadrano in una politica di sistema: l’agricoltura rientra cioè in un programma globale di sviluppo territoriale ed interagisce con tutte le altre opzioni di crescita. I presunti punti di debole del territorio sannita, e cioè l’agricoltura appunto, devono diventare punti di forza integrandosi con tutti gli altri settori produttivi. I PIF, ha ricordato Cimitile, hanno visto al lavoro, insieme, Istituzioni, le Università del Sannio e la Federico II, Centri di ricerca scientifica ed imprenditori: tutti hanno portato idee e proposte e capacità e volontà di investire in innovazione e crescita territoriale: Cimitile ha rimarcato con orgoglio che il Sannio è l’unica provincia campana ad aver presentato un PIF per la vitivinicoltura a testimonianza della qualità e del peso specifico che questa riveste nella forza del PIL locale e regionale. Occorre continuare su questa strada di concertazione tra pubblico e privato – ha detto ancora Cimitile – anche per recuperare alcuni produttori che non si sono iscritti nella filiera e che possono invece integrare in futuro questi nuovi percorsi di sviluppo.

Il Rettore dell’Università sannita Filippo Bencardino ha sottolineato come il mondo della ricerca scientifica abbia seguito con impegno l’evoluzione positiva del settore produttivo dell’agricoltura che non è affatto obsoleto – ha detto.

Il sindaco del capoluogo, Fausto Pepe, ha voluto inquadrare la proposta dei PIF nel contesto della opzione strategica del Comune di Benevento per la piattaforma logistica. Essa, ha detto Pepe, in quanto dota il territorio di una rete infrastrutturale primaria, è un supporto alle attività delle produzioni agricole e a tutto il territorio sannita. L’opzione logistica, ha evidenziato il sindaco, darà le gambe ai PIF per correre verso i mercati nazionali ed internazionali e cogliere effettivamente tutti i risultati auspicati. Secondo Pepe, inoltre, i PIF hanno nei magnifici centri storici del Sannio le proprie vetrine naturali ed ottimali per le produzioni dell’agricoltura: questa, dunque, può dare slancio alle stesse realtà urbane dei piccoli centri e, peraltro, ricevere da loro una ulteriore spinta e supporto.

L’assessore provinciale all’agricoltura, Carmine Valentino, ha evidenziato che i PIF costituiscono una grande opportunità di sviluppo per il territorio sannita anche perché essa instaura una interazione forte ed organica tra territorio, produttori ed Istituzioni e, pertanto, il modello, a suo giudizio, deve essere reiterato anche in futuro su altri campi. La Provincia, ha concluso Valentino, c’è; l’agricoltura c’è; il mondo imprenditoriale c’è: il Sannio è vivo anche in un periodo di crisi.

Lo sforzo di partecipazione degli imprenditori agricoli e la volontà di rischiare risorse finanziarie e di fare sistema con le Istituzioni è uno dei grandi meriti del Sannio – ha detto Gennaro Masiello, presidente della Camera di Commercio. Il PIF è un solco, una traccia, quasi una organizzazione di lavoro per la rinascita del Sannio – ha detto Masiello. Il dinamismo del territorio non era scontato, ha spiegato il presidente camerale: invece, va dato atto, ha concluso Masiello, che il Sannio ha dato una grande prova di energia ed una voglia significativa di innovazione.

I lavori sono stati conclusi dall’assessore regionale all’agricoltura Gianfranco Nappi. Egli ha sottolineato che la Campania può uscire dalle sue profonde contraddizioni solo se vuole e riesce squadra, pur in presenza di contrapposizioni politiche: inutile piangersi addosso; è meglio lavorare per esaltare le qualità esclusive del territorio – ha detto Nappi. In questo senso, la giornata di Benevento, ha aggiunto l’assessore, è un pezzo di politica industriale – e non solo di politica agricola – e di un’idea di sviluppo del territorio, nella quale convergono opzioni turistiche, ambientali, culturali. Abbiamo avuto ragione nel puntare sulla maturità del territorio e degli imprenditori con i PIF – ha aggiunto l’assessore: ebbene tale scommessa appare vinta. In Campania, ha affermato Nappi, occorre superare l’individualismo, l’egoismo e la frammentazione tra i produttori per fare sistema: in altre Province, specie nel settore vitivinicolo, non si è saputo fare quanto ha fatto il Sannio che, in questo senso, ha dato una risposta sistemica importante soprattutto proprio nel settore vitivinicolo con l’unione di tanti soggetti produttivi per far risaltare il dato identitario di un territorio per un certo prodotto (sul modello del Chianti in Toscana), anziché della sola Azienda celebre su scala internazionale. L’assessore ha ovviamente escluso di voler anticipare le conclusioni del lavoro di analisi dei PIF pervenuti da tutta Regione, svolto da una apposita Commissione; ma ha ricordato che tre sono gli obiettivi generali che essi perseguono: il tema dell’identità territoriale; la qualità e il rispetto del lavoro del contadino. Nappi, infine, nel plaudire al fatto che all’incontro di Benevento hanno parteicpato i rappresentanti di Aziende di livello internazionale, ha annunciato che una importante catena commerciale nazionale, che conta duecento punti di vendita, presenterà ai propri clienti sui propri scaffali il vitellone sannita; un altro accordo riguarderà tra pochi giorni il latte beneventano con una linea di commercializzazione autonoma; mentre un altro accordo è già stato concluso nei giorni scorsi per la mela annurca.

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