Dichiarazione, sul caso Vividown, dell’On. Formichella
Segreteria On. Nicola Formichella Ritengo che la decisione del Tribunale di Milano relativa al caso “Vividown”, con la quale 3 dirigenti di Google sono stati condannati a 6 mesi di reclusione per violazione della privacy, provenga da una concezione sbagliata della Rete, che sine logica tende a voler assimilare Internet ai classici mezzi di comunicazione – la stampa in primis – imponendo i medesimi obblighi di controllo, responsabilità e rettifica.
E’ come se tutti noi vivessimo in una grande città in cui la responsabilità di un furto o di qualsivoglia altro reato venga attribuita anche al Sindaco.
Su Internet come nel mondo reale sono necessarie regole precise e appropriate che permettano di combattere ogni forma di criminalità senza limitarne le potenzialità. Queste regole devono essere definite dalle istituzioni in collaborazione con chi vive e agisce quotidianamente su Internet: utenti e imprese. Invece di criminalizzare inutilmente gli intermediari, occorrerebbe coinvolgerli nella definizione di norme e procedure che permettano di assicurare rapidamente ed efficacemente la rimozione di contenuti illeciti e l’identificazione dei colpevoli, come tra l’altro già oggi avviene in molti casi grazie alla collaborazione fra gli operatori e la polizia postale e delle comunicazioni.
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